
Azione di responsabilità sociale: la Corte dei Conti applica la business judgement rule
⚖️ La decisione della Corte dei Conti
Lo Studio Legale Brancadoro-Mirabile, con un team multipractice guidato dal prof. avv. Gianluca Brancadoro, unitamente agli avv.ti prof. Gennaio Terracciano e avv. Carlo Mirabile, ha ottenuto con sentenza del 9 ottobre 2025 il rigetto integrale delle pretese avanzate dalla Procura Regionale nell’ambito di una azione di responsabilità sociale promossa nei confronti dell’amministratore delegato di una società a partecipazione pubblica.
All’amministratore erano stati contestati presunti danni derivanti da scelte gestionali ritenute non adeguate, con riferimento a operazioni societarie poi rivelatesi non profittevoli.
🧾 Le contestazioni della Procura Regionale
La Procura Regionale aveva censurato la decisione di costituire due veicoli societari esteri destinati allo sviluppo di iniziative commerciali in Qatar e in India.
Tali operazioni, successivamente risultate fallimentari, avevano comportato:
la svalutazione delle partecipazioni detenute dalla società capogruppo pubblica;
la contestazione di responsabilità gestoria in capo all’amministratore delegato e al presidente del CdA.
L’azione si fondava sull’assunto che tali scelte imprenditoriali avessero determinato un danno erariale imputabile agli organi gestori.
🧠 Business judgement rule e limiti del sindacato giurisdizionale
La pronuncia della Corte dei Conti assume particolare rilievo per aver ribadito l’applicazione della business judgement rule anche nell’ambito delle società a partecipazione pubblica.
Accogliendo le tesi difensive dello Studio, la Corte ha affermato che:
le decisioni imprenditoriali rientrano nella discrezionalità gestionale;
il giudice non può sostituirsi all’imprenditore nelle scelte economiche;
l’insuccesso di un’iniziativa non è di per sé indice di responsabilità.
In questo quadro, la scelta di costituire strutture societarie all’estero è stata qualificata come espressione di valutazioni imprenditoriali, soggette a molteplici variabili e non necessariamente destinate a produrre risultati positivi.
📊 Il giudizio ex ante nella valutazione della responsabilità
Un ulteriore principio ribadito dalla Corte riguarda il criterio di valutazione della condotta dell’amministratore.
È stato infatti chiarito che:
la verifica della diligenza deve avvenire secondo un giudizio ex ante;
non è possibile valutare la scelta alla luce degli esiti successivi;
eventi negativi sopravvenuti non possono automaticamente fondare responsabilità.
Il sindacato giurisdizionale deve quindi arrestarsi alla ragionevolezza della decisione nel momento in cui è stata assunta, senza utilizzare parametri retrospettivi.
👨⚖️ Il ruolo dello Studio Brancadoro-Mirabile
La difesa è stata condotta da un team guidato dal prof. avv. Gianluca Brancadoro, con il contributo del prof. Gennaio Terracciano e dell’avv. Carlo Mirabile.
L’attività difensiva si è concentrata su:
ricostruzione delle scelte gestionali;
qualificazione delle operazioni come decisioni imprenditoriali;
applicazione della business judgement rule e del criterio del giudizio ex ante.
📌 Rilievo della pronuncia
La decisione della Corte dei Conti conferma alcuni principi fondamentali:
l’azione di responsabilità sociale non può basarsi sul solo esito negativo delle operazioni;
la business judgement rule limita il sindacato del giudice sulle scelte gestionali;
la responsabilità dell’amministratore va valutata secondo un giudizio ex ante;
le decisioni imprenditoriali restano esposte a rischi e variabili non controllabili.
Si tratta di un orientamento rilevante per la gestione delle società partecipate e per la definizione dei confini tra discrezionalità imprenditoriale e responsabilità.